La bellezza del lago di Garda ha sempre attratto nel corso della storia personaggi famosi e turisti di qualsiasi epoca. Il paesaggio spazia dalle cime innevate per buona parte dell'anno del monte Baldo alle colline coperte di ulivi, dagli oleandri alle vecchie limonaie che un tempo facevano parte dell'economia locale. Gli antichi paesi con i loro porticcioli, i castelli, le ville, le chiese, oltre a formare un insieme di grande interesse storico, dimostrano con i loro volumi, i loro materiali, i loro colori come l'architettura possa esaltare la bellezza di un paesaggio. Ville e giardini si stagliano tra le coltivazioni, spesso ai margini dei centri costieri, che continuano a vivere di pesca, di agricoltura, di commercio. Da sempre crocevia dei traffici tra il mediterraneo e il nord Europa oggi il lago mostra ancora la sua importanza facendo vedere al turista i resti dei fortificazioni e castelli che avevano lo scopo di proteggere militarmente un luogo così importante. Il lago di Garda è il più grande lago Italiano e misura 370 Km quadrati con la capacità di oltre 50 mcubi di acqua. Lo stupendo paesaggio mediterraneo è il primo di questo tipo che il turista proveniente dal continente può incontrare. Qui può essere praticato ogni sorta di sport acquatico e di terra rendendo il lago una sorta di palestra a cielo aperto STORIA
Il lago di Garda è stato frequentato a partire dal XIX secolo a.C (Eta del bronzo). In questa età fiorì la civiltà detta di Polada dal luogo in cui sono comparsi i ritrovamenti tra Desenzano e Lonato. A partire dal 2 millennio avnti cristo gli insediamenti assunsero poi la forma palafitticola. Tra il IV e il V secolo AC i Celti occuparono il territorio del lago. A partire dal primo secolo A.C. i Romani occuparono i territori lacustri. Il lago viene chiamato dai romani Benacus, quì vi costruirono alcune imponenti ville come quella di Sirmione nota con il nome di grotte di Catullo. Nel VI secolo terminata da tempo l'occupazione romana arrivarono i Longobardi ad occupare il lago. Nel 1187 Verona acquistò dall'imperatore la sponda orientale del Garda e, nel 1197, riuscì ad annettere Sirmione. Nel XIII secolo tutto il territorio gardesano fu investito dalla lotta tra guelfi e ghibellini. In Verona ebbero il potere gli Scaligeri, che giunsero a occupare Brescia, che però dovettero cedere al duca di Milano, nel 1387. Nel 1424 la Serenissima occupò il Garda. Venezia, unificando le due sponde del lago, impresse un carattere omogeneo all'intero territorio, sia dal punto di vista agricolo, sia per la diffusione di nuove tipologie architettoniche. Le sponde del lago si arricchirono di ville e giardini, con un infittirsi di specie botaniche pregiate. Con la caduta della Serenissima nel 1796-97, tutto il territorio del Garda entrò a far parte della Repubblica Cisalpina e poi del regno Austro Ungarico. Con le guerre di indipendenza tutti i paesi ad esclusione di Torbole e Riva 'annesse nel 1918' furono annessi al regno d'Italia.
I numerosi ritrovamenti archeologici relativi alla cultura di Polada e custoditi nei musei di Verona, Riva e Gavardo, testimoniano della civiltà palafitticola che si insediò sulle sponde del Garda nell'età del bronzo (XIX-X secolo a.C.). Avanzi di palafitte sono tuttora visibili sulle rive del lago di Ledro, dove a Molina sono custoditi all'interno di un museo.
Molte sono le tracce lasciate dalla dominazione romana
La magnifica villa di Sirmione, uno dei più importanti resti architettonici di tutta la romanità, è conosciuta col nome di "grotte di Catullo", perché si pensa che il poeta abbia abitato in questa villa nel suo soggiorno sul Garda.
Numerose sono le testimonianze del periodo Carolingio : la cripta di San Salvatore a Sirmione, quella di San Severo a Bardolino e, nella stessa località, la chiesetta di San Zeno, oltre ai frammenti di lastre marmoree figurate a Garda e a Sirmione.
Con l'inizio dell'anno mille sono numerosi gli edifici che sono stati costruiti un esempio tra tutti è la bella chiesa di San Severo a Bardolino.
Desenzano, è uno dei principali centri turistici del Garda, prossimo ad importanti vie di comunicazioni ferrovia, autostrada, il porto punto di partenza per tutta la navigazione del lago. Desenzano è ricca di testimonianze dell'età romana essendo stata nel passato sotto il dominio romano e più tardi sotto il dominio di Verona e di Venezia.
La parte più antica di Desenzano sulla parte alta della città è caratterizzata da strade strette e diversi palazzetti cinque-seicentesci. Notevole è il chiostro di Santa Maria de Senioribus, del XV secolo. Domina il borgo un castello costruito prima del 1000, ma più volte ristrutturato; soprattutto nei secoli XIV e XV. La maggiore attrattiva è rappresentata dalla villa romana. La struttura, scoperta a partire dal 1921, fu costruita in varie fasi tra il I e il V secolo d.C. E' disposta intorno a un peristilio decorato a mosaici a motivi geometrici. L'atrio al centro della costruzione conserva invece un mosaico naturalistico con belle scene di pesca. Nell'area sud si susseguono gli ambienti di un impianto termale.
Importanti per il turista sono anche il palazzo Comunale (1580) e il palazzo del Provveditore veneto, notevoli costruzioni dell'architetto Giulio Todeschini. Sulla piazza prospetta anche una fiancata del Duomo dedicato a Santa Maria Maddalena, anch'esso costruito tra il 1586 e il 1611 su disegno del Todeschini e adorno, sulla facciata, di statue di Lorenzo Muttoni e Sante Calegari il Giovane. L'interno custodisce diverse tele di scuola veneta, tra cui varie opere di Andrea Celesti e l'Ultima cena di Giambattista Tiepolo.
Si può definire come la penisola del lago di Garda.
Molte sono le attrattive per il turista. Il paese ospita anche terme rinomate in tutta Europa per la salubrità delle acque.
La rocca, dentro la sua duplice cerchia di mura, circondata dal fossato, comunicante col lago, dove ormeggiava la flotta scaligera fu fatta erigere da Mastino I della Scala nel 1259, e venne restaurata nel 1908. All'interno ospita un Lapidario, con reperti romani e medioevali. Tra i pezzi più importanti, un miliario di epoca costantiniana, un'ara dedicata a Giove, un arco di ciborio del VIII secolo con i nomi dei regnanti lon gobardi Adelchi e Desiderio, e un pluteo del IX secolo con due croci.
Addentrandosi nel borgo si incontra la chiesa di Santa Maria Maggiore (XV secolo), costruita sull'area di un antico tempio pagano: L'interno, a una navata con affreschi dei secoli XV e XVI, custodisce l'ultima cena e la Madonna col Bambino e i santi Andrea e Girolamo di Andrea Volto lini, oltre a una pala d'altare attribuita al Brusasorci e una bella statua lignea della Madonna del XV secolo.
La chiesa di San Salvatore
Più avanti si incontra lo stabilimento termale, beneficiato dall'acqua della sorgente Boiola, che sgorga a una temperatura di 69 gradi centigradi.
Attraversata un'area verde, ci si può avviare verso il suggestivo angolo di campagna dove sorge la chiesa medievale di San Pietro in Mavino, edificata nell'VIII secolo e ricostruita nell'XI e poi nel XIV secolo, con affreschi trecenteschi. Imboccando nuovamente la via principale si raggiunge l'area archeologica delle "grotte di Catullo", le splendide rovine della villa romana di età imperiale. L'accesso alla villa avviene attraverso l'Antiquarium, che raccoglie interessanti materiali di scavo tra cui frammenti di affreschi (notevolissimi le due raffigurazioni della scena marina e del ritratto di poeta, probabilmente Catullo). Dal viale d'accesso si costeggiano le "botteghe". Attraverso una di queste si entra al piano inferiore della villa. Una scala a destra sale al doppio criptoportico a pilastri, un grande ambiente di 160 metri di lunghezza. Un'altra scala porta all'uliveto, dove si gode la vista complessiva del criptoportico e della piscina. Sul lato est della piscina si dispone il criptoportico degli stucchi. Attraverso il piano alto della villa, ora piantato ad ulivi, tra scorci stupendi del lago, si arriva alla parte settentrionale della costruzione, con le grandi strutture quasi a strapiombo sulle rive rocciose.
La rocca , la cupola del duomo, la torre maestra sono tra le bellezze che un turista apprezza entrando in paese. Di notevole interesse sono i ritrovanti eseguiti nel secolo scorso relativi ai resti palafitticoli risalenti all'età del bronzo.
Il Duomo, edificio settecentesco dalla maestosa facciata, con imponente cupola, eretto su disegno dell'architetto Paolo Soratini. Notevoli, all'interno, sull' altar maggiore, la pala di Giambettino Cignaroli (1750) e, in sagrestia, un trittico di LonatoBernardino Licimo (1528).
Il palazzo Comunale, custodisce all'interno una interessante tela del veneziano Andrea Celesti (XVII secolo). Costeggiando il fianco destro del Municipio, si arriva ai piedi della merlata torre Maestra (XVI secolo). Salendo ulteriormente, si raggiunge la casa del Podestà, ricostruita all'inizio del secolo sui resti di un palazzetto del Quattrocento. L'edificio ospita la Fondazione "Ugo da Como", dal nome dallo storico locale nato nel 1869 e conserva materiale relativo alla storia di Lonato e dei suoi dintorni. Tra le opere d'arte due affreschi del bresciano Floriano Ferramola (XVI secolo), una collezione di ceramiche e di peltri, una raccolta di disegni Vi sono custoditi oltre 40000 volumi.
L'abitato è dominato dalla rocca molto ben custodita. Eretta probabilmente intorno all'anno mille, è stata ricostruita nelle sue forme attuali da Azzone Visconti, duca di Milano, nel XIV secolo.
Belle sono le chiese romaniche di San Zeno (XII secolo), il cui interno è stato rifatto nel Settecento e la chiesa di San Cipriano.
Maguzzano è sede di una antica abbazia benedettina, ricostruita in seguito alla distruzione compiuta dagli Ungari nel 1145, e successivamente nel 1492. All'interno sono presenti diverse opere d'arte tra cui un Crocifisso ligneo di Paolo Amatore del 1613 e, nell'abside, una copia dell'Assunzione della Vergine eseguita dal Moretto per il Duomo vecchio di Brescia.
Padenghe nato in origine sulla collina antistante il lago è andato in seguito estendendosi fino alle sue rive. Nella parte alta del paese il castello, costruito una prima volta nel X secolo, racchiude nel suo perimetro poligonale un nucleo di vecchie case. Nella parrocchiale di Santa Maria del 1628 sono conservati una Madonna col Bambino e santi di Zenon Veronese , un altro dipinto con lo stesso soggetto di Paolo Farinati del 1584, e le due statue Allegoria delta fede e Allegoria religiosa di Antonio Calegari del XVIII secolo. Nei pressi del centro abitato, la chiesa di Sant'Emiliano, con bella abside romana.
Drùgolo poco distante dall'abitato di Padenghe è stretto intorno al castello Averoldi, un'imponente costruzione a metà tra la fortezza e la villa, di origine molto antica ma ricostruita a partire dal XV secolo e restaurata nel 1934.
.In mezzo al paese si trova villa Bertanzi, edificio seicentesco che ospita una collezione di quadri formata dallo storico Pompeo Molmenti che qui abitò. Bello il castello, ai margini dell'abitato, costruito nel X secolo e disposto intorno a vecchie case allineate su quattro file.
Vicino al cimitero sorge la chiesetta di Santa Maria della Neve, ricostruita nel 1606 sulla precedente chiesa del XIV secolo. All'interno spicca un gruppo di statue raffiguranti un Compianto sul Cristo morto.
Balbiana una delle frazioni di Manerba, con la chiesa di Santa Lucia, ornata all'interno di affreschi del XV secolo.
A Solarolo, sede del Municipio, spicca l'imponente parrocchiale, settecentesca, eretta su disegno di Domenico Corbellini 1747-60 circa che conserva due tele di Andrea Celesti Sant'Angela Merici e l'Assunta e un bel coro ligneo intagliato. Più interessante dal punto di vista architettonico, sulla piazza del Municipio, la chiesa di San Giovanni Battista XVIII secolo. In mezzo al paese la grossa torre, avanzo dell'antico castello. A Montinelle si trova la chiesa di San Bernardo, del XV secolo.
A Gardoncino ricordiamo la chiesetta di Santa Caterina con, all'interno, una pala d'altare del XVI secolo.
Notevole, nel centro storico, la casa Ronca del XVII secolo e, presso il cimitero, l'antica chiesa di San Pietro in Lucone, con l'interno ornato di affreschi del XV secolo. Da Polpenazze si può raggiungere Soiano del Lago, dove si vedono i resti di un castello dell'XI secolo. Nella parrocchiale è conservata un' Annunciazione di Andrea Celesti.
Ritornando a Solarolo e uscendo dal paese in direzione San Felice, si incontra la Pieve, che dà il nome all'omonima frazione. L'edificio, romanico, è documentato fin dal 1145 e conserva intatta la struttura originaria dell'abside decorata ad archetti pensili. L'interno rimaneggiato nel 500 conserva sull'arco trionfale e nel catino absidale importanti affreschi del XIV secolo. Murati nel massiccio campanile sono un cippo e un'epigrafe romani. Accanto alla chiesa si trova il Museo Civico Archeologico della Valténesi, con reperti di varie epoche (civiltà palafitticola, romana, medioevale).
Interessanti sono alcuni monumenti come il santuario della Madonna del Carmine, costruito nel 1452 in forme ancora tardo-gotiche. All'interno sono presenti affreschi quattrocenteschi attribuiti a un anonimo pittore di San Felice quali l'Annunciazione nell'abside e i Santi della seconda campata destra. Al centro del paese interessanti sono il palazzo comunale del 1570, da cui si può proseguire verso la parrocchiale costruita nel 1700.
Una gradevole passeggiata porta all'isola di Garda. La vegetazione molto rigogliosa ospita piante locali ed esotiche, Nel passato l'isola ospitava un eremo costruito nel XIII secolo e voluto dallo stesso San Francesco e nel quale soggiornò lo stesso San Bernardino. Proprio i francescani hanno importato sul Garda la coltivazione degli agrumi.
La città fu abitata fin da tempi molto antichi, come dimostrano i reperti di età romana ritrovati in località Lugone e ora conservati nel Museo Archeologico della zona. Il lungolago Zanardelli è uno dei luoghi più belli del paese. Bello e interessante il palazzo della Magnifica Patria costruito nel 1500, sede dal 1564 dell'Ateneo di Salò. Sempre sul lungo lago, il palazzo del Capitano e del Rettore veneto, e oggi sede del Comune. All'interno sono visibili un busto di Gasparo da Salò l'inventore del violino e nato proprio a Salò nel lontano 1524, sul soffitto della sala maggiore, il Trionfo della Croce di Andrea Bertanza. Il soffitto dello scalone con la rappresentazione della Gloria della Magnifica Patria fu decorato da Angelo Landi nel 1906. Sul portico che collega i 2 palazzi risalente al XIV secolo si trovano resti di lapidi e affreschi.
Accanto a piazza della Vittoria, la via Duomo porta al duomo della cittadina dedicato all' Annunziata. Fu eretto in forme gotico-rinascimentali a partire dal 1453. La facciata, incompiuta, ha un bellissimo portale risalente al 1500. L'interno è a tre navate le cui volte sono state decorate da Tommaso sandrini nel 1591.
Il centro storico di Salò, costruito intorno al duomo, è organizzato in stradine parallele al lago congiunte perpendicolarmente da sottopassi a volto.
La via Fantoni che prende il nome dall'omonimo palazzo costruito attono al XV secolo sono ospitate alcune istituzioni culturali cittadine. La Biblioteca Civica, il Museo del Nastro Azzurro, con stampe e materiali di epoca napoleonica e della prima guerra mondiale, e il Museo Archeologico, con gli oggetti provenienti dalla necropoli del Lugone. Nel palazzo si trova anche la Biblioteca dell'Ateneo di Salò, che raccoglie 25.000 volumi tra cui alcuni di grande interesse storico.
Dal lungolago Zanardelli proseguendo per piazza Vittorio Emanuele II si incontra la porta sovrastata dalla torre dell'Orologio (XVIII secolo) e la settecentesca chiesa della Visitazione. Oltre l'ospedale, si giunge in una piazza su cui prospetta la chiesa di San Bernardino costruita a partire dal 1476.
Dalla statale 45 bis prima di entrare a Gardone si attraversa Barbarano, dove si trovano il palazzo Martinengo costruito all'epoca della dominazione veneziana e la chiesa del convento dei cappuccini.
Gardone è caratterizzata da un clima particolarmente mite. Il paese è circondato da una vegetazione molto rigogliosa con abbondanza di specie esotiche e ornamentali.
Sulla parte alta del paese un sentiero pedonale immerso nella vegetazione conduce al Vittoriale degli Italiani, la "dimora-museo" di Gabriele d'Annunzio. Costruita sull'ex villa Cargnacco, residenza settecentesca di campagna a partire dal 1921 dove il poeta visse sino alla sua morte avvenuta nel 1938.
Molto interessante per una visita sono anche il giardino botanico Hruska, voluto dal naturalista Arturo Hru ka all'inizio di questo secolo contenete più di 2000 specie di piante. La peculiarità del giardino stà nell'ospitare sia la flora alpina, quella mediterranea e quella subtropicale. Le frazioni attorno al paese sono caratterizzate da bei scenari paesaggisti da cui si dipartono sentieri di grande impatto.
Maderno è una cittadina molto antica. Ha rappresentato inizialmente la dimora della serenissima. All'ingresso del paese si trova la piazza San Marco con il monumento a Zanardelli e, su una colonna, il leone di San Marco. Sulla piazza prospetta la chiesa di Sant' Andrea, dalla bella facciata romanica (XII secolo) in pietra
Notevoli sono anche altre chiese di Maderno: in particolare: Sant'Ercolano, edificio settecentesco opera dell'architetto Domenico Peduzzi.
Il paese fu un importante centro romano denominato Benacum, che dette il nome all'intero lago. All'epoca della dominazione serenissima, Toscolano fu un importante centro per la produzione della carta. Le più antiche testimonianze storiche sono situate nei pressi del santuario di Santa Maria del Benaco, dietro la chiesa parrocchiale. Qui si possono vedere i resti di una villa romana di età imperiale, interessanti sono i resti dei mosaici pavimentali. La villa sprofondò nel lago nel III secolo d.C., dando origine alla leggenda della città sommersa di Benaco.
La parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, edificio del XVI secolo raccoglie numerose opere di discreta importanza.
Nel nucleo antico del paese si trovano alcuni interessanti palazzi, come il palazzo Fioravanti del cinquecento, il palazzo Comboni, e palazzo Delay, sempre dello stesso periodo.
Uscendo da Toscolano, si può visitare la chiesa di Cecina con, all'interno belle tele del pittore veneziano Celesti.
Sulla strada statale, si fiancheggia villa Bettoni, costruzione settecentesca, opera degli architetti Adriano Cristofoli e Antonio Marchetti. L'edificio è circondato da un giardino ornato di scalinate e belle statue. Molte sono anche le opere in essa contenute.
Il paesaggio è ancora caratterizzato dalle limonaie, per lo più abbandonate, che coprono i declivi prospicienti il lago. Nel paese fanno bella mostra di sè la chiesa di San Francesco, costruita nel 1289. A fianco dell'edificio sorge un bel chiostro. Sulle pareti si dispongono lapidi romane e una porta rinascimentale.
A nord dell'abitato, si incontrano le due ville Feltrinelli. Uno degli edifici, che ospitò la segreteria di Mussolini durante la Repubblica di Salò, è sede oggi di corsi universitari.
A poca distanza, circondata da limonaie, si trova l'antica chiesa di San Giacomo risalente al XII secolo, bell'esempio di architettura romanica e decorata intermamente ed esternamente da affreschi del quattrocento.
Da Gargnano si può imboccare l'itinerario che, salendo a Navazzo costeggia il tratto del torrente Toscolano fino al lago di Valvestino, e prosegue fino al lago d'Idro. I centri abitati di questa zona sono caratterizzati dall'aver mantenuto abitudini ormai scomparse nei paesi che costeggiano le acque del lago.
Nella frazione di Muslone si trova la chiesetta seicentesca di San Gaudenzio affacciata sul lago in una posizione incantevole. Nel paesino, situato a 463 metri di altezza, si trova la quattrocentesca parrocchiale di San MatteoNella frazione di Piovere molto interessante è la parrocchiale, costruita intorno al 600. Proseguendo lungo la strada si entra nel comune di Tignale, su cui risaltano le coltivazioni ad alberi da frutto e ulivi.
La parrocchiale di Santa Maria Assunta, del XV secolo, è stata rimaneggiata nel XVII secolo al cui interno sono presenti interessanti dipinti e sculture.
Il comune di Tremosine composto di 18 frazioni disposte sull'altipiano tra Campione e Limone. In bella posizione il paese ha una interessante parrocchiale, rifatta nel settecento su una chiesa Romanica.
Limone situato all'imbocco della valle del Singol gode, per la sua posizione riparata dai monti circostanti di un clima tra i migliori del bacino lacustre.
In mezzo al paese da visitare, la chiesetta trecentesca di San Rocco.
E' una delle città più signorili del lago con costruzioni risalenti al dominio della serenissima e di Vienna
È una località di soggiorno frequentata tutto l'anno e meta privilegiata degli appassionati di sport velici per la presenza quasi costante del vento.
Il centro dell'abitato in cui vale la pena ricordare: piazza 3 novembre, sul lago, dominata dalla torre Apponale, del XIII secolo, sopraelevata nel Cinquecento e abbellita da portici trecenteschi. Il palazzo del Provveditore, ora del Municipio, costruito dai veneziani nel 1475-82, sede di un importante archivio storico.
La settecentesca parrocchiale di Santa Maria Assunta conserva importanti dipinti di pittori locali. Il sottopasso di porta San Michele conduce, percorso il viale Roma, alla chiesa dell'Inviolata, interessante architettura di carattere tardorinascimentale.
Direttamente affacciata sul lago è la rocca, costruzione originaria del XII secolo, ma più volte ristrutturata anche in epoca austroungarica. L'edificio ospita il Museo Civico, in cui sono esposti reperti romani e preistorici provenienti dal villaggio palafitticolo del lago di Ledro. Sono presenti anche delle sezioni di paleontologia, di faunistica e di mineralogia, e una importante Galleria dove sono ricostruiti ambienti contadini della zona.
Vicino il paese di Arco dove da uno sperone roccioso si erge in posizione stupenda un castello, visibile a tutti quelli che hanno la fortuna di visitare la parte settentrionale del lago. Notevoli lel cascate dette: Del varone.
Situata a breve distanza dal paese di Riva è la prima località gardesana che incontra il turista proveniente dall'Europa centro settentrionale.
Torbole è il paese prediletto degli appassionati di vela.
La parrocchiale, dedicata a Sant' Andrea contiene interessanti opere di pittori locali.
La frazione di Nago, presenta caratteristiche paesaggistiche molto interessanti. Nel suo territorio si trovano le cosiddette marmitte dei giganti, pozzi glaciali formatisi durante il Quaternario a causa dell'erosione provocata dai sassi fatti rotolare dalle acque del ghiacciaio del Garda. Nel centro storico di Nago si può visitare la chiesa di San Zeno, di origine longobarda.
Situata nella parte sud del lago punto in cui il Mincio inizia il suo percorso. Peschiera conserva imponenti fortificazioni a testimonianza del valore militare strategico assunto dalla cittadina nei secoli scorsi. Imponenti sono i forti Laghetto e il forte Salvi eretti nel periodo in cui Pesciera era sotto il dominio austriaco.
Anche gli scaligeri in particolare Mastino II eressero nel corso del loro dominio fortificazioni quali la rocca e il mastio alto nel 1300. I veneziani in seguito contribuirono a rafforzare le già cospicue difese del paese.
Piazza Betteloni rappresenta il cuore dell'abitato. Su di essa prospetta la palazzina del comando del Presidio, del Sanmicheli, all'interno si possono notare cimeli risalenti alla seconda guerra mondiale.
All'interno della cinta muraria, si trova piazza Ferdinando di Savoia, con la parrocchiale di San Martino del XVIII secolo, internamente ornata di affreschi.
A breve distanza dal centro, sul laghetto del Frassino, sorge il santuario della Madonna del Frassino, del XVI secolo, restaurato all'inizio di questo secolo. Ha una graziosa facciata preceduta da un portico e ornata da un piccolo rosone.
All'interno si possono trovare numerose tele di Paolo Farinati della seconda metà del XVI secolo sempre a sinistra, al quarto altare, una pala del XV secolo raffigurante San Pietro e il Battista. Accanto alla chiesa si può visitare il chiostro, affrescato nel XVII secolo.
A breve distanza il paese di Pacengo, con la settecentesca villa Camuzzoni. Più oltre, all'altezza della deviazione per Colà, si vede il parco di villa Barbaro (XIX secolo). Colà, piccolo centro di poco meno di mille abitanti, è circondato da molte ville tra cui un parco termale molto apprezzato. Notevoli sono la villa de Sacco, del XVI secolo, e la villa Miniscalchi, dotata di un vasto parco. Imboccando la strada per Sandrà, si trova infine la villa Fumanelli del XVII-XVIII secolo.
Lazise, famosa per le sue mura medievali difensive è racchiusa all'interno di queste. Si affaccia sul punto più largo del lago, in mezzo a un vasto e riposante panorama. Le sue origini risalgono all'età del bronzo. Ai tempidei romani la città era chiamata Lasitium, la prima struttura fortificata fù data proprio in questo periodo.
Porta Nuova costruita nel 1376 rappresenta il principale ingresso del paese. Giunti al porticciolo, si scorge a sinistra la romanica chiesa di San Nicolò, edificata nel XII secolo. All'interno conserva affreschi del XIV secolo.
A fianco sorge l'edificio della Dogana, costruito dai veneziani nel Cinquecento e oggi sede di mostre e iniziative culturali. La maggiore attrattiva monumentale del paese è il castello, innalzato nell'XI secolo Conserva ancora le caratteristiche originarie dategli dagli scaligeri.
Fuori del paese si può visitare villa Pergolana, costruita nell'Ottocento e affiancata da una chiesa eretta nel 1500.
Confinanate con Lazise il paese di Cisano.
Molto interessante la chiesa di Santa Maria, eretta nell'VIII secolo sui resti di un tempio pagano, quindi ricostruita in forme romaniche nel XII secolo e poi più volte restaurata, l'ultima volta nel 1854.
Della costruzione romanica sopravvive ancora il campanile, che nella parte alta è decorato da fasce alternate di calcare e cotto.
Centro abitato sin dalla più remota antichità, in seguito importante accampamento romano è una delle mete preferite dei turisti sul Garda.
Le colline intorno al paese, con i vigneti che producono il famosissimo vino, sono particolarmente apprezzate dai turisti che qui possono tra l'altro acquistare i prodotti del posto, in particolare olio e vino. Il centrostorico vanta importanti monumenti medievali, che rendono il paese particolarmente interessante.
Da visitare l'antichissima chiesa di San Zeno, intatta nella sua struttura altomedioevale nel mezzo di una corte. Eretta nel IX secolo, è considerata un importantissimo cimelio di architettura carolingia, avendo conservato intatte le sue forme. La chiesa presenta un interno ancora integro nella sua struttura.
Poco distante sorge la chiesa di San Severo, di origine altomedioevale, ricostruita in epoca romanica all'inizio del XII secolo. Notevole il campanile. L'edificio conserva l'impianto basilicale degli edifici altomedievali, con la forte sopraelevazione della navata centrale rispetto alle laterali e le alte e lisce pareti illuminate dalle monofore dell'ordine superiore.
La parrocchiale costruita intorno al 1830-44 in forme neoclassiche si affaccia alla bella piazza del paese. Il centro storico conserva anche edifici civili di notevole interesse: palazzo Firmo, sede della Pretura, e la loggia Rambaldi, edificio rinascimentale abbellito da un colonnato in pietra rosa.
Calmasino, frazione di Bardolino, immerso nel verde degli olivi e della vite merita senz'altro una visita.
Sin dall'alto medioevo Garda ha dato il nome a tutto il lago. Il nome del paese divenne noto in tutta Europa, quando il marchese di Ivrea Berengario nel decimo secolo rinchiuse nella torre della rocca di Garda la regina Adelaide di Borgogna, dopo averne assassinato il marito, Lotario II.
Il centro storico, protetto da una cinta muraria, conserva due porte medioevali ed è disposto intorno a un porticciolo da cui si dipartono strette stradine.
L'antica chiesa di Santa Maria, eretta nel IX secolo, è stata inglobata nell'attuale edificio settecentesco della parrocchiale. Rimangono anche due lati di un chiostro quattrocentesco. Poco distante dalla torre dell'Orologio, si trova la chiesa di Santo Stefano.
Sul lungolago si affacciano numerosi edifici antichi, tra cui il palazzo del Capitano, del XV secolo, la Iosa, palazzo Fregoso.
Fuori dal centro affacciata alla strada si incontra villa Albertini, con il suo magnifico parco. Di fondazione piuttosto antica, venne ricostruita nel secolo scorso in forma di castello medioevale.
Punta San Vigilio è uno dei luoghi più belli e famosi del lago. La lingua di terra protesa nell'acqua azzurra ospita una stupenda vegetazione.Villa Guarienti, al centro di San Vigilio è una delle dimore più belle di tutto il lago di Garda. Nelle colline intrno si possono ancora vedere delle incisioni rupestri lasciate dalle popolazioni preistoriche della zona.
Cittadina famosa per il suo castello che si erge sulle acque del lago. Fu costruio durante la dominazione scaligera tra il 1380 e il 1390 nelle forme attuali. Ad esso si appoggia una caratteristica limonaia un tempo preziosa fonte di sostentamento per la popolazione locale.
Il fascino del tessuto urbanistico composto dalle strade allineate su cui si affacciano le vecchie case spesso collegate da archi e da sottopassi attrae molti turisti ogni estate. La chiesa della Santissima Trinità conserva un ciclo di affreschi del Quattrocento. Nella parrocchiale, dell'inizio del 1700, conserva diverse tele di grande valore.
Una stradina tortuosa ma molto panoramica porta a San Zeno di Montagna, insediamento un tempo dedito all'agricoltura e oggi al turismo. Continuando a salire, si può raggiungere Prada, da qui prosegue la seggiovia per la cima del monte Baldo montagna di eccezionale valore ambientale.
Da Torri del Benaco, la statale prosegue in direzione nord toccando alcuni piccoli centri rivieraschi. Prima di raggiungere Castelletto di Brenzone, la strada lambisce la chiesa romanica di San Zeno, costruita nella prima metà del XII secolo. Guardando a destra, sul declivio del Baldo, si scorge Biazza, col suo castello in rovina e la chiesa di Sant'Antonio.
Si giunge in breve a Magugnano, con un bel nucleo di case antiche, sede del comune di Brenzone. La chiesa di San Giovanni Battista, del 1460, conserva il campanile originale. Più avanti, ad Assenza, si trovano la chiesa di San Nicola di Bari, del XIV secolo e il palazzo Spolverini, fastosa residenza patrizia. Di fronte ad Assenza si trova l'isola Trimelone, su cui nel X secolo fu eretto un castello poi distrutto dal Barbarossa.
Il paese è dominato dal castello scaligero che sovrasta il gruppo delle antiche e belle case del centro. Già abitato romano, fortificato per fronteggiare le invasioni dei barbari, passò poi sotto il dominio degli Scaligeri che ricostruirono nel 1277 il castello.
Il bellissimo castello dalle forme due-trecentesche è ben conservato e, con quello di Sirmione, è una delle principali testimonianze dell'architettura militare scaligera. Nel cortile del castello è alloggiato il Museo Pariani, raccolta di reperti archeologici, armi, documentazioni sulle incisioni rupestri.
Nel giardino dell'Hotel Bellevue San Lorenzo si può visitare una raccolta all'aperto di sculture contemporanee.
Il centro storico di Malcesine riserva al turista scorci di grande interesse. Il palazzo dei Capitani del Lago, del XIII secolo bell'esempio di architettura veneziana presente sul lago, è sede oggi del Municipio. L'edificio ha un cortile affacciato sul lago. Tra gli edifici religiosi si segnalano la chiesa di Santa Maria della Fontana, con fastoso altare del 1700, la chiesa di Santo Stefano, anch'essa settecentesca e la parrocchiale, della fine del XVIII secolo.
Da Malcésine parte per la cima del Monte Baldo (tratto Spino) una delle funivie più moderne e spettacolari del mondo. Diverse escursioni sul monte Baldo sono anche possibili a piedi, lungo sentieri di grandissimo interesse naturalistico.